20131120

"Le Cirque" restaurant in NYC. Dinner & interview with legendary "Sirio Maccioni" a Tuscan Proud.

Sono trascorsi dieci anni dalla mia ultima intervista a Sirio Maccioni, l' emblema della ristorazione italiana nel mondo. Certamente un caro amico, insieme alla sua bellissima famiglia che vanta fiere origini toscane, come me del resto, per cui parlare con lui e' come trovarsi a casa.

E' una bella serata a Manhattan, c'e' stata la parata del "Columbus Day" da poche ore, per cui un giorno interamente dedicato alle origini italiane. E chi, meglio di Sirio, rappresenta l' immagine del self made man Italiano? Il suo appassionato racconto di quando arrivo' in USA iniziando completamente da zero, ma con tanta umiltà e voglia di lavorare imparo' subito quello che andava fatto per affermarsi e crescere negli anni fino ad arrivare alla costituzione di un vero impero. Il segreto e' la sua conoscenza degli americani, di cio' che si aspettano, quello che stimola la loro curiosità. Meglio pochi ma collaudati "grandi" e "semplici" piatti di un menu' troppo eclettico e d' avanguardia come alcuni chef talvolta vorrebbero imporre dimenticando l' importanza delle materie prime e della tradizione, magari rivisitata, ma pur sempre legata al territorio di origine. E così' mentre parliamo arrivano le varie portate della serata. Lui pero' ha già' mangiato... qualcosa di sofisticato? No, un semplice panino all' Italiana. Gia' proprio così, come l' ultima volta quando mentre lo intervistavo stava cenando con un piatto della cucina povera toscana, ereditato da una ricetta di sua nonna. Siro e' così, il re dei ristoratori mondiali che preferisce l' essenza della tradizione alla sofisticazione. La semplicità' e' dei grandi e lui non fa eccezione. Nel frattempo ho avuto il piacere di testare il loro attuale chef "Christian Fischhuber", l' ultima volta c'era ancora "Pierre Schaedelin". Quindi nell' ordine mi giungono assaggi dei seguenti estratti dal menu: "Trio De Luxe of Smoked Salmon, Foie Gras and Caviar". "Lobster Salad of avocado, haricots verts, creme fraiche, caviar". "Foie Grass Ravioli of cabbage marmelade and truffle foam". "Rack of Lamb with artichoke three ways, broad bean panisse and goat cheese". Per finire un eccellente "Floating Island Le Cirque made with meringue and creme anglaise" Inutile dare punteggi alla leggenda perché l' esito scontato di un 20/20 non si riduce ad una semplice recensione, ma a cio' che sta dietro ad un impresa familiare come questa, ma dai contorni sfumati di una multinazionale della ristorazione così collaudata da permettersi di offrire grandi classici senza dover innovare a tutti i costi
La vera novita' dice Sirio e' che ormai sono i miei figli a portare avanti tutto quanto. In particolare Marco che con grande passione e un amore per la famiglia, insieme ai fratelli sono il futuro della nostra immagine. Torniamo sempre in Italia per le vacanze estive, perché le nostre radici sono in Toscana ed e' giusto che i miei nipotini vivano un' esperienza nel paese di origine del loro nonno. La nostra vita pero' e' qui in America, il paese delle opportunità' dove se hai voglia di fare il sogno può' essere raggiunto, ma non con quella facilita' che tutti pensano. Ci sono regole e comportamenti da rispettare che fanno parte di un preciso sistema di vita. Nonostante tutto alla fine si vive tra i due mondi, cercando di trarne il meglio possibile. In ogni caso, dice, non tornerei mai a vivere in Italia in via definitiva.




Sirio ha pubblicato due libri uno sulla sua storia personale e l' altro sul ristorante e le sue ricette, includendo comunque molti aspetti e aneddoti della sua vita interessante, fatta di incontri con i grandi personaggi del jet set internazionale che hanno, da sempre, frequentato i suoi locali.


Annesso al ristorante "Le Cirque" c'e' "Le Cirque Cafe" un ritrovo per gli amanti del buon jazz e del vino al bicchiere di alta qualità'. Un' atmosfera tra il moderno e il retro' delle jam session in stile talvolta Dixieland o classic jazz con sonorità avvolgenti che invitano a restare fino a notte fonda, mentre fuori le mille luci della magica Manhattan ci ricordano che New York non dorme mai.



Saluto il mio caro amico Sirio con la promessa di visitare anche gli altri ristoranti che il gruppo ha in giro per il mondo, primi fra tutti quelli a Las Vegas. "See you in Bellagio, Las Vegas on Feb. 2014!!!"


article by Luca Centoni, pictures by Maria Grazia Sanfelice

pictures of Marco Maccioni by Sabrina Wender